Ennesima fumata nera per l’elezione del nuovo Capo dello Stato. Si è conclusa da poco la quarta votazione per eleggere il Presidente della Repubblica: il quorum si abbassa a 505 voti. Tra i nomi letti durante lo spoglio, quello del magistrato palermitano Nino Di Matteo.
A proporre il nome del PM che ha seguito le indagini sulle stragi di mafia e sulla trattativa Stato-mafia, il gruppo degli ex 5 stelle che compongono “l’Alternativa”.
Chi è Nino Di Matteo
Antonino Di Matteo, per tutti Nino, nasce a Palermo il 26 aprile del 1961. Dopo il diploma di maturità classica presso l’Istituto Gonzaga, si laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Palermo. Entra in magistratura nel 1991 come sostituto procuratore presso la DDA di Caltanissetta.
L’impegno nelle stragi di mafia
Divenuto pubblico ministero a Palermo nel 1999, ha iniziato a indagare sulle stragi di mafia in cui sono stati uccisi Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e gli agenti delle rispettive scorte, oltre che sugli omicidi di Rocco Chinnici. Dal 2012 è Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati di Palermo. A causa della sua attività, Di Matteo è sotto scorta dal 1993. Nel 2019 è diventato membro del CSM.
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Nino Di Matteo VS Berlusconi
Qualche mese fa, Nino Di Matteo ha suscitato l’indignazione del partito di Forza Italia. Senza voler esprimere giudizi politici, il magistrato invitò a riflettere se Berlusconi fosse o no adatto al ruolo di Capo dello Stato, ricordando quanto emerso da una sentenza definitiva su Marcello Dell’Utri. Quest’ultima, certificò che l’uomo fu intermediario di un accordo tra il 1974 e il 1992 con le famiglie mafiose palermitane.