31 Marzo 2025

Laurea, Con Queste Trovi Lavoro in un Batter D’occhio: La Statistica Parla Chiaro | Non Hai Problemi e Stipendi Alti

Il futuro del lavoro: la laurea sarà ancora indispensabile ma molto dipende dalle facoltà scelte, ecco i titoli più richiesti.

Assunzioni
Assunzioni- Fonte:web

Laurearsi conviene ancora? Secondo le previsioni del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere, la risposta è sì. Tra il 2024 e il 2028, circa il 40% delle nuove assunzioni in Italia richiederà un titolo di studio di livello terziario. Un dato significativo, se si considera che nel 2022 solo il 24% degli occupati aveva almeno una laurea. Ma attenzione: non tutte le lauree offriranno le stesse opportunità. Scopriamo quali saranno le più richieste e in quali settori ci sarà maggiore domanda.

Laurea: ancora un investimento vincente per il mercato del lavoro

Nei prossimi anni, la necessità di figure altamente qualificate crescerà soprattutto nella Pubblica Amministrazione, dove il 79% delle nuove assunzioni richiederà un titolo di studio terziario. Nel settore privato, invece, questa quota si fermerà al 27%. Complessivamente, tra il 2024 e il 2028 saranno richiesti tra 1,2 e 1,3 milioni di laureati.

Per chi ha un diploma tecnico-professionale le prospettive rimangono solide: saranno necessari tra 1,4 e 1,7 milioni di lavoratori con questa formazione (46% delle offerte). Situazione più critica per i diplomati liceali, per cui si prevede una domanda molto bassa (circa 120-145 mila assunzioni, appena il 4% del totale).

Quali lauree garantiranno più opportunità di lavoro?

Le discipline che offriranno le migliori prospettive occupazionali nei prossimi anni sono:

  1. Economico-statistiche: tra 44.000 e 50.000 posti di lavoro all’anno.
  2. Insegnamento e formazione (scienze motorie incluse): 42.000-45.000 assunzioni annue.
  3. Medico-sanitario: circa 38.000 nuove posizioni ogni anno.
  4. Ingegneria: tra 36.000 e 41.000 posti di lavoro annui, esclusa l’ingegneria civile (13.000-15.000 unità).
  5. Matematica, fisica e informatica: 12.000-14.000 assunzioni annuali.

In coda alla classifica troviamo, invece, le scienze biologiche, chimico-farmaceutiche, agrarie, psicologiche e linguistiche, con meno di 10.000 opportunità di lavoro annue.

Domanda e offerta di laureati: quali settori sono in crisi e quali in crescita?

Non tutte le lauree garantiranno lo stesso livello di occupabilità. Esiste un forte mismatch tra domanda e offerta di laureati, con alcuni settori che soffriranno per la carenza di personale qualificato e altri che vedranno un eccesso di laureati rispetto alle necessità del mercato.

Settori con carenza di laureati:

  • STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica): tra 8.000 e 17.000 unità in meno ogni anno.
  • Insegnamento e formazione: deficit di 9.000-12.000 lavoratori.
  • Economico-statistico: mancheranno tra 5.000 e 11.000 figure.
  • Medico-sanitario: carenza stimata di circa 7.000 professionisti.

Settori con surplus di laureati:

  • Scienze politiche e sociali.
  • Psicologia.
  • Lingue e letterature straniere.

Questi ambiti formeranno più laureati di quanti il mercato sia in grado di assorbire, aumentando la competizione tra i candidati e riducendo le opportunità di occupazione immediata.

Il ruolo della Pubblica Amministrazione nella domanda di laureati

Uno dei principali datori di lavoro per i laureati sarà la Pubblica Amministrazione, con un fabbisogno stimato del 79% di figure con titolo terziario. Al contrario, nel settore privato la richiesta di laureati si fermerà al 27%, mentre i diplomati tecnico-professionali copriranno il 55% del fabbisogno.

I liceali, invece, avranno poche opportunità, con percentuali di impiego del 4% nella PA e del 5% nel privato.

Conviene Laurearsi?

Sì, ma con criterio. Le lauree in ambito STEM, economico-statistico, medico e formativo offriranno ottime prospettive di lavoro. Al contrario, settori come le scienze sociali, la psicologia e le lingue potrebbero presentare difficoltà nell’assorbire tutti i laureati. Chi sta scegliendo il proprio percorso di studi deve quindi valutare attentamente le tendenze del mercato per massimizzare le opportunità di impiego.

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